18.5.12

Sona

Sconcerto accordato di vivere
vicino alla realtà fuliggine,
spartito per non ritornare più
suonato da un pugile ubriaco.

Pellegrino astrale dei miei calzoni
al letto assonnato tra le pagine
sole; luna e anni luce di spazio,
appeso ai piedi trascino il percorso.

Assottiglia il laccio ombelicale
di colpa innocente ereditata,
paterna all'atto ma non alla prassi;

riconosco a te i difetti miei,
un senso doloroso mi scornifica
la carne un sorriso a denti stretti.

Occupy

Inventiamoci una sopravvivenza
sovrana e incomprensibile,
pure piena ed elettrica.
Partecipiamo al piacere di sorridere
compatti davanti agli scudi,
ai manganelli e ai caschi.
Mescoliamo.

Nudità

Pi greco visto da vicino assomiglia
alla foglia presa dal fico.
L'infinito irrazionale ridondante
copre la vergogna
di essersi scoperti meno forti di dio.
Aver compreso l'incomprensibile
definito l'infinito
è sconfitta in partenza.
Perpetuo andare oltre il buco
nella scarpa.

11.4.12

10-11-12

Tutto è stato detto
e il suo contrario:
ottut.

Non esiste tempo abbastanza.

23.3.12

Abbà io

Giorni svernano d'estate,
il letargo pontifica i caldi,
osteggia il formarsi
del calcare illustre.
L'argento della compagnia
introduce una solitudine
collettiva, aspra e assonnata.
Al contrario della lotta,
dell'ostacolo da abbattere,
dei tralicci da conquistare.

1.2.12

Imberbo

Un urlo sordo mi raggiunge
quando la neve cade da su.
Trepido e ansiogeno ossigeno
i capelli. Biondo profondo
di blu cobalto punk a ritmo
di raggae. Attracco,
vicino al letto un asino,
monito di fedeltà a me stesso.